KATIA BENI parla dal libro CUORE a PORCI CON LE ALI di De Amicis e Ravera
Domenica 15 febbraio 2026, ore 11:00

"LIBRO CUORE a PORCI CON LE ALI" di De Amicis e Ravera

CUORE
Cuore di Edmondo De Amicis è il testo che più di ogni altro ha plasmato l’immaginario civile e morale dell’Italia post-unitaria, presentandosi come un diario scolastico scritto dal giovane Enrico Bottini. Attraverso il racconto di un anno di scuola in una classe di Torino, l’autore costruisce un monumentale progetto pedagogico volto a “fare gli italiani”, celebrando valori come il patriottismo, il sacrificio, il rispetto per i genitori e la solidarietà tra le diverse classi sociali. La narrazione, pur essendo intrisa di un sentimentalismo ottocentesco che oggi può apparire retorico o eccessivo, resta un documento storico fondamentale per comprendere l’etica del dovere e la costruzione dell’identità nazionale dell’epoca. Tra le pagine del diario si inseriscono i celebri “racconti mensili”, storie esemplari di piccoli eroi popolari che, attraverso il dolore e l’abnegazione, incarnano le virtù necessarie alla nascita di una nuova coscienza collettiva, rendendo il libro un classico intramontabile, seppur figlio del suo
tempo, sulla formazione del carattere e del senso civico.
PORCI CON LE ALI
Scritto a quattro mani da Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice nel 1976, rappresenta un fulmine a ciel sereno nel panorama letterario e sociale dell’epoca. Attraverso il diario incrociato di due adolescenti, Antonia e Rocco, il romanzo esplora con un realismo crudo e senza filtri il tumulto sessuale, politico e sentimentale di una generazione che cercava di conciliare l’ideologia collettiva con le pulsioni individuali. La narrazione rompe ogni tabù, mescolando lo slancio rivoluzionario dei movimenti studenteschi alla scoperta di una sessualità esplicita e disincantata, spesso lontana dai miti romantici tradizionali. Nonostante il passare dei decenni, il libro conserva la sua forza come documento storico di una stagione inquieta, catturando perfettamente quel senso di smarrimento e quella fame di libertà che caratterizzavano i giovani degli “anni di piombo”, divisi tra il desiderio di cambiare il mondo e il bisogno urgente di trovare se stessi

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