GIANCARLO DE CATALDO parla di ILLUSIONI PERDUTE di Honoré de Balzac
Domenica 11 gennaio 2025, ore 11:00

"ILLUSIONI PERDUTE" di Honoré de Balzac

ILLUSIONI PERDUTE di Honoré de Balzac
Illusioni Perdute” (pubblicato in tre parti tra il 1837 e il 1843) è universalmente riconosciuto come un capolavoro della letteratura francese e un pilastro centrale de “La Comédie humaine” di Honoré de
Balzac. L’immensa importanza di questo testo risiede nel suo ruolo di ponte tra l’era del Romanticismo e l’affermazione del Realismo moderno in letteratura. Balzac non si limita a narrare una parabola
individuale, ma realizza un vasto e minuzioso affresco sociale, operando una vera e propria dissezione chirurgica della società parigina della Restaurazione. Il romanzo è celebre in particolare per la
sua descrizione cruda e senza precedenti del mondo del giornalismo e dell’editoria, che Balzac smaschera come un luogo di mercificazione dell’arte, dove la verità è sacrificata in nome del denaro e della
manipolazione. Allo stesso modo, viene messa a nudo l’ipocrisia e la vanità dell’alta società. Il tragico destino di Lucien, con le sue “illusioni perdute”, è emblematico della sorte dell’artista romantico (l’uomo di sentimento e genio) che soccombe di fronte alle spietate leggi della nascente società capitalistica. Per la sua precisione documentaristica, la profondità psicologica dei personaggi e l’uso innovativo di personaggi ricorrenti, “Illusioni Perdute” è considerato uno dei primi e più potenti romanzi che stabiliscono i canoni del Realismo.
HONORÉ DE BALZAC
Honoré de Balzac è uno degli scrittori più significativi nella storia della letteratura mondiale ed è universalmente riconosciuto, assieme a Stendhal, come il principale fondatore del romanzo realista francese del XIX secolo. La sua vita fu sempre animata da una smisurata ambizione di successo, ma fu anche costantemente tormentata da gravi difficoltà economiche. I suoi tentativi fallimentari come tipografo ed editore lo sommersero di debiti, costringendolo a un estenuante ritmo di lavoro, spesso notturno, per pagare i creditori attraverso una produzione letteraria incessante. Questo regime di vita intenso e malsano
minò il suo fisico, portandolo a morire prematuramente a Parigi nel 1850, all’età di soli 51 anni. L’intera produzione narrativa di Balzac confluì nel suo ambizioso progetto titanico, “La Comédie humaine” (La
Commedia umana), un ciclo di quasi cento romanzi e racconti scritti tra il 1829 e il 1848. Il suo intento era quello di “fare concorrenza allo stato civile” francese, offrendo un’analisi vasta, dettagliata e quasi scientifica di tutti i livelli e gli aspetti della società del suo tempo, dalla vita provinciale ai salotti parigini.

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