LUIGINO BRUNI parla di CRISTO SI E’ FERMATO A EBOLI, di Carlo Levi
Domenica 14 dicembre 2025, ore 11:00
"CRISTO SI E' FERMATO A EBOLI" di Carlo Levi
CRISTO SI È FERMATO A EBOLI di Carlo Levi
Cristo si è fermato a Eboli, pubblicato da Einaudi nel 1945, è molto più di un semplice memoriale autobiografico. Scritto da Carlo Levi (medico, pittore e intellettuale antifascista) durante il suo confino politico in Lucania (allora Basilicata) tra il 1935 e il 1936, il libro si colloca al crocevia tra il saggio sociologico, il resoconto antropologico e il racconto di formazione. Il titolo stesso, che riprende un detto locale, è un potente emblema: Eboli è il confine oltre il quale la “civiltà” (simboleggiata metaforicamente da Cristo, ma anche dalla Storia e dal Progresso) si ferma, lasciando i contadini meridionali in una condizione di miseria, isolamento e immobilità storica, in un mondo arcaico e magico, dimenticato dal resto d’Italia e schiacciato dall’ottusità del potere fascista locale. Cristo si è fermato a Eboli non è solo la cronaca di un esilio, ma il ritratto vivido e commovente di un’Italia “altra”, rivelata al paese intero, e il manifesto di un’urgenza etica e politica che ha segnato in modo indelebile la cultura italiana del secondo dopoguerra.
CARLO LEVI
Nato nel 1902, laureato in medicina, pittore e militante politico, di famiglia ebraica torinese, ebbe un’educazione liberale gobettiana e si legò al gruppo torinese di Giustizia e Libertà. Più volte in prigione per la sua attività politica, fu al confino in Lucania, soprattutto nel borgo di Aliano, dal 1935 al 1936 e poi dovette emigrare in Francia. Partecipò alla Resistenza nelle file del partito d’azione: nascosto in una casa
di Firenze, scrisse, tra il 1943 e il 1944, Cristo si è fermato a Eboli, appassionata cronaca del suo soggiorno in Lucania, che fu pubblicata nel 1945 ed ebbe subito una grande risonanza. Nel dopoguerra continua il suo lavoro di pittore e svolge attività politica e giornalistica. Pubblicherà altre opere, oltre a vari libri di viaggio, ricchi di spunti di analisi politica e sociale. Avvicinatosi presto al partito comunista, fu dal 1963 al 1972 senatore della sinistra indipendente. È morto a Roma nel 1975.